L’Alchimia spirituale
Non communiqué
Esporre qualcosa nel senso del
titolo è perlomeno ardito : quello che dirò
sarà in parte con le mie parole – poche – e alcune
citazioni da vari Filosofi che hanno un particolare significato e
possono essere interessanti per sfiorare il tema. Il tutto è
però estremamente contenuto per impegnare il lettore in un
ridotto esercizio speculativo e per contro chiedergli
un’intensa applicazione in Spirito, Anima e Corpo.
Il Lavoro è assolutamente personale e, fino al suo
compimento, non condivisibile anche se già la disposizione
di colui che tratta la materia ha una sua invisibile
« operatività » verso
l’Uomo.
« Esporrò solo quei processi
che ho potuto verificare attraverso le mie esperienze personali
».
Parlare di vari metodi alchemici ha poco senso, meglio parlare del
« metodo » che rende l’alchimia un
aspetto della mistica, sempre per compiacere il desiderio di
classificazione della nostra cultura. Il metodo è uno solo e
viene interpretato in tanti modi quanti sono gli aspiranti al cammino :
si parla spesso di via umida o secca, ma i Filosofi riportano che ne
esistono molteplici ancora da percorrere. La massoneria sarebbe
fortemente pervasa dal metodo alchemico, ma pariteticamente alla sua
volgarizzazione, alla sua « trasparenta », alla sua
malintesa maggiore apertura all’uomo – alla sua
profanizzazione – le tracce dell’alchimia in essa
si fanno sempre più indistinte e sempre maggiormente
orientate a coloro che aspirano ad essere amanti dell’Arte.
Dirò ancor più : i nostri rituali, sia quelli
dell’Ordine che quelli originali del Rito Scozzese, non sono,
come si pensa, totalmente corretti, anzi sono cosparsi di suggestioni
atte a sviare quei massoni che non intendessero operare secondo la
Tradizione. L’alterarli corrisponde a coprire un affresco di
Michelangelo con pesanti mani di scagliola colorata.
Ora, Lege Lege Relege, Labora et Invenies Oculatus Abis
Spesso si leggono e si sentono affermazioni perentorie
da parte di coloro che parlano di Alchimia: tralasciamo il vaniloquio
dei profani, ma coloro che dovrebbero aspirare alla realizzazione
dell’iniziazione loro affidata spesso parlano a man bassa
affermando cose e fatti non da loro esperiti e per di più
ripresi da testi divulgativi spesso anche mal scelti, indegni di un
massone. Dell’Alchimia non possono parlare che gli alchimisti
o gli ermetisti proprio perché disciplina fortemente mistica
e, ben si sa, l’esperienza mistica è sempre
segreta, incomunicabile e si svolge oltre le frontiere conosciute della
scienza umana.
Questa breve riflessione non parla di Alchimia ma cerca di delimitare
solo ciò che essa non è: la sua natura reale
potrebbe essere solo comunicata – se lo volessero –
dagli Adepti e dai Filosofi, ed io non sono certo né uno
nell’altro.
Ecco anche perché ho scelto di incastonare delle citazioni
di Filosofi perché solo le loro parole possono inserire una
nota iniziatica in una relazione puramente compilativa.
« Colui che sa può mostrare a
colui che sa, ma colui che sa non deve mostrare a colui che non sa ».
Proprio l’espressione fortemente simbolica scardina
totalmente qualsiasi possibile interpretazione logica, sperde il
profano e spinge prepotentemente l’amante della dottrina in
un territorio sconosciuto dove risultano assolutamente inutilizzabili
gli strumenti profani. Colui che sceglie – o è
scelto – rimane completamente solo in un deserto ; affronta
contemporaneamente i complessi testi scritti da chi l’ha
preceduto sulla strada e osserva, soffrendo e gioendo, gli stati che si
svolgono.
Solus ille qui scit facere lapidem philosophorum, Intelligit verba
eorum de lapide Prega, in massima umiltà,
l’ausilio del Grande Architetto che è
l’unico che possa ispirarlo per compiere l’Opera da
Lui avviata all’atto della Creazione, e rimasta
misteriosamente incompiuta. E attende con ansia quei segni di
benevolenza che – unici – mostrano che
l’Opera progredisce.
Habentibus symbolum facilis est transitus
Egli attende allo studio e alla meditazione in ogni momento
dell’esistenza, o almeno tenta, moderando il Fuoco secondo il
momento e la condizione.
Ascolta e osserva con attenzione i fenomeni in cui è
coinvolto sia nella vita diurnal che notturna; compara, studia, cade in
sconforto, gioisce, medita, esercita la più stretta
razionalità, si abbandona all’intuito, dunque
agisce da artista. I suoi maestri sono gli Antichi, ma i suoi massimi
Maestri sono il Grande Architetto e la sua Saggezza.
Addentrandosi egli in un territorio sconosciuto dapprima
dovrà imparare la lingua, e – come dice un’amante
della dottrina – dovrà incominciare con
l’effettuare il viaggio per Compostella alla cui conclusione
riceverà la conchiglia del pellegrino, la
Mérelle, in cui potrà conservare il mare
ermetico. La sua istruzione s’accrescerà imparando
l’alfabeto, i numeri, i tempi e i colori.
L’ago della bussola gli indicherà verso dove
muovere i primi passi. Incomincerà dal nero tralasciando la
curiosità per i colori successivi ai quali sarà
perfettamente cieco, anche se gli parrà di vederli e di
capirli, e dovrà imparare ad operare secondo il non-tempo
ciclico della Natura, il sorgere e il tramontare dei luminari ed il
rotare delle Stelle.
…chi non annerisce non può imbiancare
perché la nerezza è il principio della bianchezza
Tutto deve essere compiuto con :
Mensura Pondere Numero
Dal Rasendracintamani
(Prega, Leggi Leggi Rileggi, Impègnati e Troverai Con gli
occhi aperti Camminerai), Mutus Liber da un testo
mesopotamico, VII sec. a.C. (Solo colui che sa creare la pietra
filosofale comprende le loro parole circa la Pietra),
Hortulanus super epistolam Hermetis, Artis auriferae, vol.2, p.170
(A coloro che comprendono il simbolo è semplice il
passaggio). Philosophia reformata, Mylius Il Libro segreto
dell’Arte occulta e della Pietra dei Filosofi, Artephius
(Misura, Peso, Numero). Arithmologia, A.Kircher, 1665.
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